La sicurezza digitale rappresenta oggi una sfida globale che ignora i confini generazionali. Nonostante la crescente consapevolezza sulle minacce informatiche, milioni di persone continuano a utilizzare chiavi d’accesso estremamente vulnerabili.
Recenti indagini sulla sicurezza informatica rivelano un dato sorprendente: le pessime abitudini nella scelta delle password riguardano in egual misura sia i giovanissimi della Gen Z che gli utenti over 80. Questo fenomeno evidenzia come la dimestichezza con la tecnologia non coincida necessariamente con la prudenza digitale.
La pigrizia digitale della Gen Z
Sebbene i nativi digitali maneggino con disinvoltura smartphone e applicazioni complesse, essi mostrano spesso una scarsa attenzione alla protezione dei dati. Invece di creare combinazioni alfanumeriche complesse, molti giovani scelgono termini banali legati alla cultura pop o sequenze numeriche semplici per non dimenticare le credenziali. Spesso la Gen Z riutilizza la medesima password per decine di account diversi, dai social media alle piattaforme di gioco online. Tale comportamento espone i ragazzi al rischio di attacchi di credential stuffing, dove un hacker, rubata una sola chiave, ottiene l’accesso all’intera vita digitale dell’utente.
Gli ostacoli per gli utenti over 80
D’altra parte gli utenti più anziani affrontano sfide di natura differente che portano allo stesso risultato rischioso. La difficoltà nel memorizzare stringhe astratte spinge gli over 80 a optare per date di nascita dei nipoti o parole comuni come “password” o “123456”. Inoltre molti di loro scrivono le credenziali su fogli di carta lasciati vicino al computer, compromettendo la sicurezza fisica del dispositivo. Tuttavia, a differenza dei giovani, gli anziani sono spesso bersaglio di campagne di phishing più mirate, dove la debolezza della password costituisce solo l’ultimo anello di una catena di raggiri telefonici o via e-mail.
Nuove tecnologie per superare le password
Per contrastare questa vulnerabilità diffusa, molte aziende tecnologiche come Google, Apple e Microsoft stanno spingendo per l’adozione delle passkey. Questo sistema sostituisce la classica parola d’ordine con l’autenticazione biometrica, come il riconoscimento facciale o l’impronta digitale. In questo modo gli utenti di ogni età possono proteggere i propri account senza lo sforzo di inventare e ricordare codici complessi. Al contempo l’uso di gestori di password (Password Manager) diventa fondamentale per chiunque voglia mantenere un alto livello di sicurezza, poiché questi software generano e conservano chiavi uniche per ogni servizio utilizzato.