I Gorillaz espandono il loro universo con Tony Allen, Bizarrap e nuovi talenti

I Gorillaz continuano a scardinare i confini dei generi musicali attraverso il rilascio di due nuove tracce sorprendenti.

Damon Albarn e il suo collettivo virtuale coinvolgono una schiera eterogenea di artisti, creando un ponte tra ritmi globali e produzioni elettroniche all’avanguardia. Queste pubblicazioni confermano la capacità della band di rigenerarsi costantemente, mantenendo intatta la propria identità visiva e sonora pur accogliendo influenze provenienti da ogni angolo del pianeta.

La collaborazione postuma con Tony Allen e il tocco di Bizarrap

Uno dei momenti più emozionanti delle nuove uscite vede la partecipazione del leggendario batterista Tony Allen, scomparso nel 2020. I Gorillaz celebrano il pioniere dell’afrobeat integrando le sue ritmiche ipnotiche in una struttura moderna, arricchita dalla visione del producer argentino Bizarrap. Questa unione genera un suono pulsante che unisce la tradizione percussiva africana alla potenza dei sintetizzatori contemporanei. La traccia rappresenta un tributo alla lunga amicizia tra Albarn e Allen, dimostrando come la musica possa superare le barriere del tempo e dello spazio.

L’eleganza di Anoushka Shankar e la voce di Kara Jackson

Nel secondo brano, la band esplora territori più eterei e riflessivi grazie al contributo di Anoushka Shankar. La celebre suonatrice di sitar intreccia le sue melodie orientali con le armonie pop dei Gorillaz, creando un’atmosfera onirica e sofisticata. A completare questo mosaico sonoro interviene la cantautrice folk americana Kara Jackson, la cui voce profonda e ricca di sfumature aggiunge un calore acustico al pezzo. Questa collaborazione evidenzia la volontà del gruppo di dare spazio a nuovi talenti emergenti, fondendo la loro freschezza con l’esperienza di icone della musica mondiale.

Un nuovo capitolo per i Gorillaz nel 2026

Queste tracce non costituiscono solo singoli isolati, ma anticipano una nuova fase creativa per la band guidata da Jamie Hewlett e Damon Albarn. Il progetto prosegue il percorso di contaminazione iniziato con le precedenti “Song Machine”, puntando a una narrazione multimediale sempre più complessa. I fan accolgono con entusiasmo queste novità, che promettono di espandere ulteriormente la lore del gruppo virtuale attraverso video musicali innovativi e performance tecnologiche. I Gorillaz si confermano così i veri curatori della scena musicale globale, capaci di unire artisti apparentemente distanti in un unico, coerente ecosistema artistico.

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