Dopo “six-seven”, il tormentone che ha conquistato i più giovani, Dictionary.com ha scelto la parola che meglio rappresenta il linguaggio e le tendenze del 2026: “maxxing”. Il termine deriva dall’inglese maximizing e indica la tendenza a spingere al massimo un’attività, un’abitudine o un aspetto della propria vita.
Oggi viene utilizzato sia da solo sia come suffisso da aggiungere a diverse parole, dando vita a espressioni diventate virali sui social. Non si tratta soltanto di migliorarsi, ma anche di ironizzare sull’ossessione contemporanea di ottimizzare ogni momento della giornata.
Cosa significa “maxxing”?
Secondo Dictionary.com, “maxxing” descrive il tentativo di portare qualcosa al massimo livello possibile. Può riguardare il benessere personale, il lavoro, il riposo, la vita sociale o persino il modo di trascorrere una serata sul divano.
Il termine è entrato anche nel linguaggio informale dei giovani, con espressioni come “What are you maxxing?”, diventata in italiano “cosa stai maxxando?”.
La parola racchiude così due aspetti della cultura contemporanea: il desiderio di migliorarsi continuamente e la capacità di scherzare su questa ricerca, soprattutto quando diventa eccessiva.
Da dove arriva la parola “maxxing”?
La sua origine è legata al termine max, utilizzato per indicare il raggiungimento del limite o del massimo risultato. La doppia “x” si è diffusa attraverso il gergo dei videogiochi, in particolare con l’espressione min-maxing, che descrive l’ottimizzazione delle caratteristiche di un personaggio per ottenere i migliori risultati possibili.
Successivamente, il termine si è diffuso nelle comunità online, compreso Reddit. Dictionary.com ricorda anche il legame con le comunità incel degli anni Dieci, dove si parlava di looksmaxxing, cioè delle strategie per modificare il proprio aspetto fisico con l’obiettivo di risultare più attraenti.
Negli anni, il suffisso ha superato quel contesto iniziale, diventando parte di un linguaggio digitale molto più ampio.
Sleepmaxxing, cozymaxxing e gli altri trend
La popolarità di “maxxing” è legata soprattutto alla facilità con cui può essere adattato a situazioni diverse. Ecco alcuni degli esempi più diffusi:
- Sleepmaxxing: cercare di migliorare il sonno attraverso abitudini, tecniche e dispositivi dedicati.
- Proteinmaxxing: aumentare l’attenzione verso l’apporto di proteine nell’alimentazione.
- Cozymaxxing: trasformare il relax e il comfort domestico in una vera priorità.
- Personalitymaxxing: lavorare sul proprio carattere e sulle relazioni per migliorare il modo in cui ci si presenta agli altri.
- Tokenmaxxing: utilizzare intensamente strumenti di intelligenza artificiale e le relative risorse.
- Nonnamaxxing: riscoprire attività tradizionali e momenti lontani dagli schermi, come cucinare, cucire o passeggiare nella natura.
Il successo di queste espressioni dimostra quanto il linguaggio dei social riesca a trasformare comportamenti quotidiani in fenomeni culturali riconoscibili.
Perché “maxxing” è stata scelta come parola dell’anno 2026?
Secondo Steve Johnson, direttore della lessicografia di Dictionary Media Group, il termine si è imposto perché viene utilizzato in contesti molto diversi ed è facilmente comprensibile.
A differenza di “six-seven”, scelta come parola dell’anno 2025 e rimasta per molti un’espressione difficile da interpretare, “maxxing” permette di descrivere situazioni familiari a un pubblico più ampio.
I dati citati da Dictionary.com rafforzano questa tendenza: nell’agosto 2026, il termine sarebbe comparso nei media digitali con una frequenza pari a 19 volte la media mensile del 2025.
“Maxxing” non è quindi soltanto una parola virale, ma anche uno specchio della cultura contemporanea: quella in cui si cerca di migliorare tutto, dal riposo alla produttività, e in cui persino il tentativo di vivere meglio può trasformarsi in un trend da condividere online.