L’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa presa in esame nel caso del test di Will Smith

Nel marzo del 2023, un video generato dall’intelligenza artificiale che ritraeva Will Smith intento a mangiare spaghetti diventò un fenomeno virale per ragioni inquietanti. Quella clip, caratterizzata da movimenti distorti e volti deformi, rappresentò per mesi il simbolo dei limiti tecnici della tecnologia dell’epoca. Oggi, tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente.

Grazie ai progressi straordinari dei nuovi modelli video, quella che era una parodia involontaria si è trasformata in una dimostrazione di perfezione fotorealistica, segnando ufficialmente la fine dell’era dei “meme horror”.

Dal meme horror alla perfezione visiva

Inizialmente, il video originale mostrava una versione grottesca dell’attore, con dita che si fondevano con il cibo e una fluidità dei movimenti del tutto innaturale. Gli utenti della rete utilizzarono quel contenuto per deridere le ambizioni dell’IA, considerandola ancora lontana dal poter simulare la realtà. Eppure, nel giro di soli tre anni, aziende come OpenAI e Google hanno rilasciato strumenti capaci di generare sequenze indistinguibili dalle riprese cinematografiche. Di conseguenza, i nuovi test effettuati con lo stesso prompt restituiscono un Will Smith che mangia con una naturalezza sconvolgente, dimostrando una comprensione profonda della fisica e della mimica facciale.

Il ruolo di Sora e dei nuovi modelli video

Oltre alla curiosità del meme, il progresso poggia su basi tecnologiche solide fornite da modelli rivoluzionari come Sora. Questi sistemi non si limitano più a montare fotogrammi statici, ma costruiscono interi mondi tridimensionali coerenti nel tempo. Per questo motivo, le ombre, i riflessi sulle posate e la consistenza della pasta appaiono oggi assolutamente verosimili. Tale salto qualitativo ha sorpreso persino gli esperti del settore, i quali prevedevano una simile precisione solo tra un decennio. Pertanto, il test di Will Smith rimane il parametro di riferimento più efficace per misurare quanto velocemente queste macchine stiano imparando a imitare la complessità del mondo reale.

Impatti sull’industria cinematografica e dei media

Infine, questa svolta tecnologica solleva interrogativi cruciali sul futuro della produzione video e del diritto d’immagine. Se un’intelligenza artificiale può ricreare perfettamente un attore famoso in qualsiasi situazione, i confini della creatività si espandono infinitamente, ma emergono anche sfide etiche senza precedenti. Molti studi di Hollywood stanno già integrando questi strumenti per ridurre i costi degli effetti speciali, mentre gli artisti chiedono nuove tutele contro l’uso non autorizzato dei propri volti. In conclusione, il passaggio dal video “inquietante” alla clip perfetta non è solo un traguardo tecnico, ma rappresenta l’inizio di una nuova epoca in cui la distinzione tra reale e sintetico diventa quasi impercettibile.

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