Wabi-sabi. La filosofia giapponese che celebra la bellezza dell’imperfetto

Il concetto di wabi-sabi rappresenta uno dei pilastri più affascinanti della cultura estetica giapponese.

Questa filosofia insegna ad apprezzare la bellezza che risiede negli oggetti incompleti, imperfetti e soggetti allo scorrere del tempo. Invece di rincorrere una perfezione asettica e artificiale, il wabi-sabi invita a trovare valore nella rugosità, nelle crepe e nella semplicità della vita quotidiana, trasformando il deterioramento in un segno di nobiltà.

Le origini di un pensiero millenario

In primo luogo, questa visione del mondo affonda le sue radici nel buddismo zen e nella cerimonia del tè. Anticamente, i maestri del tè scelsero di abbandonare gli sfarzosi utensili cinesi in favore di tazze artigianali locali, spesso irregolari e prive di decorazioni elaborate. Tale scelta voleva sottolineare l’importanza del momento presente e della modestia. Di conseguenza, il termine wabi si riferisce oggi alla solitudine elegante e alla semplicità rustica, mentre sabi descrive lo splendore che il tempo conferisce alle cose, come la patina sul bronzo o l’ossidazione del ferro.

Kintsugi e la resilienza degli oggetti

Inoltre, una delle espressioni pratiche più note di questa filosofia si manifesta nell’arte del kintsugi. Questa tecnica prevede la riparazione di ceramiche rotte utilizzando lacca mescolata a polvere d’oro o d’argento. Invece di nascondere le fratture, gli artigiani le mettono in risalto, considerando la rottura come un evento che arricchisce la storia dell’oggetto anziché distruggerla. Allo stesso modo, applicare il wabi-sabi alla propria esistenza significa accettare le proprie ferite emotive e i propri difetti fisici come elementi che rendono ogni individuo unico e prezioso.

Il wabi-sabi nel design contemporaneo

Parallelamente, il mondo dell’architettura e dell’arredamento moderno abbraccia sempre più questi principi per contrastare l’omologazione industriale. Molti designer privilegiano oggi materiali naturali come il legno grezzo, la pietra e il lino, che mutano aspetto con l’uso costante. Questa tendenza si oppone radicalmente al consumismo usa e getta, incoraggiando le persone a circondarsi di pochi oggetti significativi capaci di invecchiare con grazia. Pertanto, una casa arredata secondo il wabi-sabi trasmette un senso di calma e autenticità, liberando gli abitanti dall’ansia di dover mantenere tutto costantemente nuovo e impeccabile.

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