Il 26 aprile 2026 Napoli è stata protagonista di un evento destinato a lasciare il segno nella scena elettronica italiana: l’attesissimo set dei Masters at Work all’Ex Base NATO di Bagnoli. Un appuntamento che ha richiamato migliaia di appassionati di musica house da tutta Italia e non solo.
I Masters at Work: una leggenda della house music
Il duo formato da Little Louie Vega e Kenny “Dope” Gonzalez ha portato a Napoli tutta la sua esperienza e la sua visione musicale maturata in decenni di carriera.
Il loro sound, da sempre caratterizzato da contaminazioni che spaziano tra house, soul, funk e influenze afro-latine, ha trasformato il live in un viaggio musicale tra epoche e culture diverse, confermando ancora una volta il loro status di pionieri della club culture mondiale.
Una line up internazionale per una giornata di musica continua
L’evento non si è limitato al solo set dei Masters at Work. La programmazione ha infatti offerto una line up ricca e variegata, pensata per accompagnare il pubblico dalle ore pomeridiane fino a mezzanotte.
Tra i protagonisti anche Anané, artista nota per la sua fusione tra house e sonorità africane, che ha portato sul palco energia e carisma.
Spazio anche alla scena italiana con Amedeo Picone, autore di produzioni già supportate da nomi di primo piano della musica elettronica internazionale. A completare il cartellone i DJ Fabio Stingo, GDT e Vibra, che hanno contribuito a creare un flusso musicale continuo e coerente per tutta la durata dell’evento.
L’Ex Base NATO di Bagnoli come hub culturale
La scelta della location non è stata casuale. L’Ex Base NATO di Bagnoli si conferma sempre più come uno degli spazi culturali e musicali più importanti del Sud Italia.
Con una capienza superiore alle 20.000 persone, l’area si sta trasformando in un punto di riferimento per festival, concerti e grandi eventi internazionali, consolidando il suo ruolo nel panorama dell’intrattenimento live.
Un evento che rafforza la scena elettronica napoletana
L’appuntamento con i Masters at Work ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stato un segnale forte per la crescita della scena elettronica a Napoli.
La presenza di artisti di fama mondiale, unita a una produzione curata nei dettagli, ha confermato il potenziale della città come destinazione sempre più centrale per i grandi eventi musicali europei.