Le canzoni più belle degli anni ’90 secondo Forbes: la Top 5 dei brani che hanno fatto la storia

Gli anni ’90 sono stati un decennio irripetibile per la musica. Grunge, pop, rock, dance, hip hop e colonne sonore cinematografiche hanno convissuto dando vita a un periodo ricchissimo di contaminazioni e di grandi successi.

Stilare una classifica delle canzoni più belle degli anni ’90 non è quindi un’impresa semplice. In quegli anni sono nati brani completamente diversi tra loro, capaci però di entrare nell’immaginario collettivo e di continuare a essere ascoltati ancora oggi.

A provarci è stata Forbes, che ha individuato cinque canzoni particolarmente iconiche degli anni ’90, prendendo in considerazione non soltanto il successo commerciale, ma soprattutto la capacità dei brani di resistere al tempo e continuare a rappresentare musicalmente quel decennio.

Ecco la Top 5.

5. “Iris” dei Goo Goo Dolls (1998)

Al quinto posto troviamo “Iris” dei Goo Goo Dolls, uno dei brani più celebri della band americana.

La canzone venne scritta in appena due ore e inizialmente era stata pensata esclusivamente per la colonna sonora del film City of Angels, con Nicolas Cage e Meg Ryan.

Il successo fu però molto più grande del previsto.

“Iris” diventò infatti il singolo di lancio dell’album “Dizzy Up the Girl”, trasformandosi rapidamente in uno dei brani simbolo della carriera dei Goo Goo Dolls.

A distanza di quasi trent’anni dalla sua pubblicazione, la canzone continua a essere ascoltata in tutto il mondo e ha superato i tre miliardi di stream, confermando una longevità davvero straordinaria.

4. “My Heart Will Go On” di Céline Dion (1997)

Al quarto posto c’è una delle canzoni più riconoscibili nella storia del cinema e della musica: “My Heart Will Go On” di Céline Dion.

Il brano è indissolubilmente legato a “Titanic”, il film diretto da James Cameron che nel 1997 conquistò il pubblico di tutto il mondo.

La storia della canzone, però, è curiosa. Cameron inizialmente non voleva inserire una canzone pop all’interno del film, mentre Céline Dion, dopo aver ascoltato il provino, non era particolarmente convinta di registrarla.

Fu il suo manager, che era anche suo marito, a convincerla a incidere almeno una demo.

Quella registrazione riuscì a far cambiare idea al regista e “My Heart Will Go On” diventò uno dei più grandi successi della carriera di Céline Dion.

Il brano conquistò il pubblico internazionale e arrivò a vincere anche l’Oscar come miglior canzone originale, diventando per sempre la voce musicale della storia d’amore tra Jack e Rose.

3. “Don’t Speak” dei No Doubt (1996)

Sul gradino più basso del podio troviamo “Don’t Speak” dei No Doubt, uno dei brani più rappresentativi del pop rock degli anni ’90.

La canzone racconta una storia estremamente personale: la fine della relazione tra Gwen Stefani e il bassista della band, Tony Kanal.

La rottura arrivò proprio mentre i No Doubt stavano lavorando all’album che avrebbe contenuto “Don’t Speak”.

Quella tensione personale finì inevitabilmente dentro la canzone, contribuendo a renderla ancora più intensa e autentica.

Il risultato fu un successo internazionale che permise ai No Doubt di compiere il definitivo salto di qualità e di raggiungere la vetta delle classifiche in numerosi Paesi.

Una canzone nata quindi da una storia personale diventò uno degli inni sentimentali più riconoscibili degli anni ’90.

2. “Vogue” di Madonna (1990)

Al secondo posto della classifica di Forbes c’è “Vogue” di Madonna, pubblicata nel 1990.

Il brano rappresenta uno dei momenti più importanti della carriera della popstar e ha avuto un ruolo fondamentale nel portare la cultura ballroom nel mainstream.

Madonna trasformò elementi della scena underground dei gay club newyorkesi in un fenomeno globale, accompagnandoli con coreografie geometriche, pose ispirate al mondo della moda e riferimenti all’età d’oro del cinema hollywoodiano.

Il videoclip contribuì ulteriormente a rendere “Vogue” un fenomeno culturale.

A dimostrazione della sua incredibile longevità, il brano è rimasto protagonista anche decenni dopo la sua pubblicazione, continuando a essere riproposto nelle esibizioni e nei grandi eventi musicali.

Un pezzo capace di superare i confini della musica e diventare una vera icona della cultura pop.

1. “I Will Always Love You” di Whitney Houston (1992)

In cima alla classifica delle canzoni più iconiche degli anni ’90 secondo Forbes c’è “I Will Always Love You” di Whitney Houston.

Una curiosità accompagna da sempre questo brano: non fu scritto originariamente da Whitney Houston, ma da Dolly Parton, che pubblicò la sua versione molti anni prima.

La reinterpretazione di Whitney Houston, inserita nella colonna sonora del film The Bodyguard, trasformò però la canzone in un successo planetario.

Quando uscì, “I Will Always Love You” rimase per 14 settimane consecutive al primo posto della Billboard Hot 100, stabilendo all’epoca un record.

Il brano conquistò anche il Grammy Award e, con il passare degli anni, è diventato uno dei simboli più riconoscibili della voce e della carriera di Whitney Houston.

Per Forbes, è proprio questa capacità di continuare a emozionare e di rimanere impressa nell’immaginario collettivo a renderla la canzone più iconica degli anni ’90.

Cinque canzoni, cinque modi diversi di raccontare gli anni ’90

La classifica di Forbes mostra quanto fosse variegata la musica di quel decennio.

“Iris” rappresenta il lato più romantico del rock alternativo, “My Heart Will Go On” il legame indissolubile tra musica e cinema, “Don’t Speak” la forza delle emozioni personali, “Vogue” la capacità della pop music di influenzare la cultura e “I Will Always Love You” la potenza di una voce capace di trasformare una canzone già esistente in un classico mondiale.

Sono cinque brani molto diversi tra loro, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: a distanza di decenni continuano a essere riconoscibili dopo poche note.

Ed è forse proprio questo il parametro più interessante per giudicare la musica di un’epoca: non soltanto quante copie abbia venduto una canzone o quanto tempo sia rimasta in classifica, ma quanto sia riuscita a rimanere nella memoria di chi l’ha ascoltata.

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