La lotta di Deezer contro i contenuti generati dall’intelligenza artificiale continua

La piattaforma di streaming francese Deezer ha intrapreso una linea durissima contro la proliferazione di brani creati artificialmente che stanno invadendo il mercato musicale.

Secondo i dati più recenti diffusi dall’azienda, fino all’85% degli ascolti generati da tracce prodotte tramite intelligenza artificiale è stato ufficialmente demonetizzato. Questa mossa rappresenta un tentativo concreto di proteggere l’integrità del catalogo e di garantire una distribuzione più equa delle royalty agli artisti umani che dedicano tempo e creatività reale alle proprie opere.

La tecnologia di rilevamento e la tutela degli artisti

In primo luogo Deezer ha implementato algoritmi avanzati capaci di distinguere tra le composizioni umane e quelle generate da software automatizzati. La società utilizza infatti uno strumento chiamato “Artist-Centric Payment Model”, un sistema che premia i musicisti professionisti riducendo il peso dei contenuti considerati “rumore” o di bassa qualità. In aggiunta la piattaforma identifica e rimuove i flussi di dati manipolati, ovvero gli streaming gonfiati artificialmente dai bot per generare profitti illeciti. Grazie a questo monitoraggio costante, l’azienda riesce a isolare milioni di brani che non rispettano i criteri minimi di originalità artistica richiesti per il pagamento dei compensi.

L’impatto sulla discografia globale

Allo stesso tempo questa decisione scatena un dibattito acceso all’interno dell’industria discografica mondiale. Molte etichette indipendenti e grandi major appoggiano la strategia di Deezer, poiché il diluvio di contenuti generati dall’intelligenza artificiale rischia di diluire i ricavi complessivi destinati ai veri creatori. Per questo motivo altre aziende leader del settore, come Spotify e Apple Music, stanno osservando con estremo interesse l’esperimento francese per valutare l’adozione di misure simili. Pertanto la battaglia contro il “junk audio” diventa una priorità assoluta per preservare il valore economico della musica registrata in un’epoca dominata dall’automazione.

Il futuro dello streaming e il ruolo della creatività

Infine la demonetizzazione massiccia dei contenuti sintetici non mira a eliminare del tutto l’intelligenza artificiale dalla musica, ma a regolarne l’uso commerciale. I vertici di Deezer sostengono che la tecnologia debba servire come supporto ai musicisti e non come sostituto totale dell’ingegno umano. Di conseguenza il futuro dello streaming si sposta verso un modello dove la trasparenza e la tracciabilità delle opere diventano elementi fondamentali per la fiducia dei consumatori. Tale approccio potrebbe presto portare all’introduzione di etichette specifiche per i brani realizzati con l’ausilio di algoritmi, permettendo agli utenti di scegliere consapevolmente cosa supportare con i propri ascolti.

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