Gli Aqua si sciolgono: finisce l’era di Barbie Girl

C’è stato un momento, a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, in cui era letteralmente impossibile sfuggire al loro sound colorato, iperattivo e sfacciatamente orecchiabile. Oggi quel castello di carte color pastello si chiude definitivamente: gli Aqua hanno annunciato il loro scioglimento.

La band danese-norvegese, che ha ridefinito i canoni del bubblegum pop europeo e della dance commerciale, ha deciso di mettere la parola fine a una storia iniziata quasi trent’anni fa. Una scelta arrivata dopo un lungo percorso fatto di record mondiali, faide legali rimaste nella storia e un ritorno di fiamma nostalgico che sembrava infinito.

Il fenomeno “Barbie Girl” e l’incredibile eredità degli anni ’90

Nati sotto il nome di Joyspeed e poi ribattezzati Aqua, Lene Nystrøm, René Dif, Søren Rasted e Claus Norreen hanno sconvolto il mercato globale nel 1997 con l’album di debutto Aquarium. All’interno c’era lei: “Barbie Girl”.

Il brano divenne un successo planetario da oltre 8 milioni di copie vendute, capace di scalare le classifiche persino negli Stati Uniti (un’impresa difficilissima per la dance europea dell’epoca). Ma non furono una meteora: hit come Doctor Jones, Turn Back Time e Lollipop (Candyman) dimostrarono che la loro formula bizzarra, basata sul contrasto tra la voce acuta di Lene e il timbro profondo e “fumettistico” di René, era una macchina da guerra commerciale perfetta.

A consacrare la loro importanza culturale è stata anche la storica causa legale intentata (e persa) dalla Mattel, che accusava il gruppo di aver sessualizzato la celebre bambola. Una vicenda che si è chiusa in modo ironico solo di recente, con l’inserimento del campionamento di Barbie Girl (curato da Tiësto, Nicki Minaj e Ice Spice) nella colonna sonora del film record d’incassi Barbie.

Un addio che profuma di chiusura definitiva

Non è la prima volta che gli Aqua decidono di prendersi una pausa. Il primo storico scioglimento arrivò nel 2001, all’apice del successo, a causa di tensioni interne e stress da tour. Dopo una reunion nel 2007 e un terzo album passato quasi inosservato (Megalomania nel 2011), il gruppo si era stabilizzato come un trio (senza Claus Norreen) dedito principalmente a trionfali tour nostalgici in giro per il mondo.

Oggi però l’addio sembra avere un peso diverso, più definitivo. I membri della band hanno espresso la volontà di dedicarsi esclusivamente a progetti personali, decretando la fine di un progetto che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza di milioni di millennial.

La fine del Bubblegum Pop?

Con l’addio degli Aqua se ne va un pezzo di quella dance spensierata, ironica e visivamente dirompente che ha caratterizzato un’epoca d’oro per le radio e per canali come MTV. Ci lasciano in dote una manciata di canzoni immortali che, piacciano o meno, continueranno a riempire le piste dei party anni ’90 ancora per moltissimo tempo.

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