Che musica ascoltavamo l’11 settembre 2001?

Ci sono canzoni che, ancora oggi, sono impossibili da separare dal momento storico in cui le abbiamo ascoltate. Non necessariamente perché parlino di ciò che stava accadendo, ma perché la musica, quando entra nella nostra memoria, finisce per legarsi anche alle immagini, alle emozioni e alle notizie che ci circondano.

L’11 settembre 2001 è uno di quei giorni impossibili da dimenticare. Mentre il mondo assisteva incredulo agli attentati negli Stati Uniti, nelle radio e nelle classifiche internazionali c’erano alcuni dei brani destinati a diventare vere e proprie icone dei primi anni Duemila.

Da Alicia Keys ai Daft Punk, passando per Destiny’s Child, Gorillaz e Kylie Minogue: ecco alcune delle canzoni che dominavano le classifiche proprio in quei giorni.

Planet Funk – “Chase the Sun”

Tra i brani che fotografano perfettamente l’atmosfera musicale di quel periodo c’è “Chase the Sun” dei Planet Funk.

Il gruppo napoletano aveva pubblicato il brano nel Regno Unito all’inizio del 2001 e, con l’arrivo dell’estate, la canzone era diventata una presenza fissa nei club europei.

Una produzione elettronica destinata a diventare uno dei simboli della dance di quegli anni e che ancora oggi conserva quell’inconfondibile atmosfera da estate dei primi Duemila.

Gorillaz – “Clint Eastwood”

Un altro brano impossibile da dimenticare è “Clint Eastwood” dei Gorillaz.

Il singolo rappresentava l’esordio della band virtuale creata da Damon Albarn e Jamie Hewlett, un progetto rivoluzionario anche dal punto di vista dell’immagine.

Il brano mescolava hip hop, dub ed elettronica, accompagnando il pubblico alla scoperta dei quattro personaggi animati che rappresentavano la band.

Destiny’s Child – “Survivor”

Nel 2001 le Destiny’s Child erano tra i gruppi femminili più importanti del panorama internazionale e “Survivor” era diventato il simbolo della loro rinascita.

Pubblicato il 6 marzo 2001, il singolo era nato anche da una curiosa battuta ascoltata in radio, che aveva paragonato le componenti del gruppo alle concorrenti del reality show Survivor.

Il brano diventò l’inno del trio formato da Beyoncé, Kelly Rowland e Michelle Williams, arrivato a quel momento dopo cambi di formazione e diverse polemiche.

Missy Elliott – “Get Ur Freak On”

Sul fronte hip hop e R&B, uno dei brani più riconoscibili dell’anno era “Get Ur Freak On” di Missy Elliott.

Pubblicato il 13 marzo 2001 e prodotto da Timbaland, il singolo aveva conquistato le classifiche americane grazie a una produzione completamente fuori dagli schemi.

Il riff ipnotico e le influenze della musica bhangra contribuivano a creare un sound immediatamente riconoscibile, diventato uno dei marchi musicali del 2001.

Geri Halliwell – “It’s Raining Men”

L’estate del 2001 aveva avuto anche uno dei suoi tormentoni più irresistibili: “It’s Raining Men” di Geri Halliwell.

La cantante aveva reinterpretato il celebre brano delle Weather Girls del 1982 per la colonna sonora de Il diario di Bridget Jones.

Pubblicata il 30 aprile 2001, la cover aveva raggiunto la vetta della classifica britannica, trasformandosi in uno dei grandi successi pop dell’estate europea.

Alicia Keys – “Fallin’”

E poi c’è una coincidenza particolarmente significativa.

L’11 settembre 2001, il brano numero uno negli Stati Uniti era proprio “Fallin’” di Alicia Keys.

Il singolo d’esordio della cantautrice, originaria di New York, aveva raggiunto la vetta della Billboard Hot 100 il 18 agosto, rimanendoci per sei settimane consecutive.

Il titolo del brano, a distanza di anni, rende inevitabilmente ancora più inquietante il legame casuale con quella giornata, anche se la canzone non aveva naturalmente alcun riferimento agli eventi che stavano accadendo.

Daft Punk – “Digital Love”

Nel 2001 anche i Daft Punk erano nel pieno della loro rivoluzione musicale.

“Digital Love”, contenuta nell’album Discovery pubblicato nel marzo dello stesso anno, era costruita intorno a un campionamento di George Duke.

Il duo francese mescolava disco music, elettronica e atmosfere synth-pop, creando quel sound futuristico che avrebbe caratterizzato una delle epoche più importanti della musica dance.

Lady Marmalade: Christina Aguilera, Lil’ Kim, Mýa e P!nk

Tra i grandi successi internazionali di quell’anno c’era anche “Lady Marmalade”, interpretata da Christina Aguilera, Lil’ Kim, Mýa e P!nk.

Il brano era stato registrato per la colonna sonora di Moulin Rouge! di Baz Luhrmann e aveva conquistato le classifiche mondiali durante l’estate.

Il videoclip, diventato un appuntamento fisso su MTV, contribuì a trasformare la collaborazione in uno dei momenti pop più iconici del 2001.

Kylie Minogue – “Can’t Get You Out of My Head”

E infine c’è una canzone che, forse più di tutte, rappresenta la fine dell’estate del 2001.

“Can’t Get You Out of My Head” di Kylie Minogue era stata lanciata nelle radio proprio nei primi giorni di settembre.

In quei giorni il brano stava appena iniziando il suo percorso, prima di trasformarsi in uno dei più grandi successi della carriera della popstar australiana.

Un pezzo destinato a dominare radio, classifiche e piste da ballo nei mesi successivi.

Una fotografia musicale di un mondo che stava cambiando

Riascoltare oggi queste canzoni significa fare un viaggio dentro un’epoca precisa: quella dei primi anni Duemila, quando MTV aveva ancora un ruolo centrale, le radio dettavano i tempi delle classifiche e la musica dance iniziava a fondersi sempre di più con pop, hip hop ed elettronica.

L’11 settembre 2001 avrebbe cambiato profondamente il mondo. Quelle canzoni, invece, continuarono a suonare.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più strani della memoria: la storia può fermarsi per un istante, mentre una canzone continua a girare nella nostra testa come se nulla fosse successo.

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